17 Apr I sistemi ERP: intervista con Armando Thrull, ERP Sales Manager CDM Tecnoconsulting

 

I progetti ERP hanno rivoluzionato la gestione del business, agevolando il passaggio da una logica di efficienza dipartimentale a una di ottimizzazione globale dei processi. Sono loro che stanno mettendo in atto quella trasformazione di business aziendale che ha come obiettivo la gestione della centralizzazione dell’informazione, l’integrazione e la semplificazione dei processi

I sistemi ERP (la cui comparsa è degli inizi degli anni ’90) furono sperimentati per la prima volta dalle grandi imprese. Col loro esordio si introdusse un concetto del tutto nuovo di integrazione, capace di dare continuità all’intero business aziendale, gestendo tutte le principali funzioni di un’azienda.

Le multinazionali furono quindi le prime a individuare in questi nuovi software un supporto per gestire i diversi aspetti della complessità aziendale, passando da una logica dipartimentale o per funzioni (localmente ottimizzata) a una logica per processi (globalmente ottimizzata).

Negli anni questi prodotti sono stati perfezionati e resi più accessibili nei costi anche alle PMI così che, dopo le grandi multinazionali, anche queste cominciarono ad adottarli.

Dagli anni ’90 ad oggi la logica dei sistemi ERP non è cambiata, se mai si è evoluta e ha riguardato aziende di ogni tipo.
Abbiamo parlato di questa evoluzione aziendale con Armando Thrull, che per CDM segue i sistemi ERP.

Com’era la cultura aziendale prima della nascita dei sistemi ERP?

“Rispondo partendo dal presupposto principale, ossia dal concetto di base su cui si basa il sistema ERP: il concetto di integrazione.

Prima dell’introduzione di questi sistemi la logica delle aziende era dipartimentale: le funzioni aziendali erano separate tra di loro e mancavano di intercomunicazione. Questa metodologia operativa consentiva sì di raggiungere elevati livelli di efficienza all’interno delle singole funzioni, ma non teneva conto delle “interdipendenze” tra esse; venivano di fatto ottimizzate le attività svolte dalle singole aree senza mai raggiungere un’ottimizzazione globale dei processi.

Quindi, per tornare all’inizio, il concetto dell’ERP è quello di avere un’integrazione non solo dei dati, ma soprattutto delle procedure e dei processi.”

Qual è la differenza principale tra le aziende che hanno un sistema ERP e quelle che non se ne sono dotate?

“Le aziende che non hanno un sistema ERP possono lavorare in modo integrato unendo i vari sistemi usando delle interfacce, ma risulta tutto più difficile.

Quelle aziende che invece se ne sono dotate hanno un ambiente con dati completamente integrati, per cui l’informazione una volta che è stata inserita è a disposizione di tutti. Se poi si considera che oggi sono sempre più numerose le aziende che si rivolgono o vanno all’estero, si desume che questo è il sistema che meglio di tutti avvantaggia l’internazionalizzazione.”

In che modo sistemi ERP avvantaggiano il processo di internazionalizzazione?

“Sicuramente attraverso la standardizzazione e il disegno dei processi condivisi che consentono ad un’azienda che lavora per e con l’estero di adottare un’unica modalità di lavoro e di velocizzare l’informatizzazione delle filiali dotandoli di strumenti comuni. La possibilità di standardizzare i processi logistici e di condurre valutazioni di costo consentono di ottimizzare il proprio assetto.

Infine, la gestione delle diverse localizzazioni permette di eliminare i vincoli e le difficoltà come la gestione di lingue, valute e sistemi di tassazioni differenti.”

Che tipo di investimento deve affrontare un’azienda per dotarsi di un sistema ERP?

“Le aziende che stanno valutando di dotarsi di un progetto ERP devono vagliare tutti i costi legati alla trasformazione del business, sia a livello organizzativo che tecnologico, e collegarli ai benefici ottenibili dalla nuova architettura durante il suo intero ciclo di vita.

Un sistema ERP non è solo un software che una volta installato gira da solo, ma è necessaria una preparazione interna all’azienda affinché il personale cominci a ragionare in modo integrato.

Per questo serve una predisposizione da parte dell’azienda, un buon partner, un buon prodotto e un investimento che sia adeguato alle aspettative del cliente.”

Che tipo di evoluzione organizzativa aziendale occorre per riuscire a valorizzare bene la tecnologia ERP?

“Serve un’evoluzione di mentalità soprattutto: l’azienda deve cominciare a ragionare in un’unica modalità, integrata, sociale e collaborativa. La vera integrazione non è tra l’azienda e il software, ma tra l’azienda e i suoi collaboratori.

È necessario un processo di integrazione delle procedure che non richiede necessariamente dei processi di reingenierizzazione dei processi, bensì l’incominciare a operare in un modus operandi integrato. I sistemi ERP non comportano per un’azienda un cambiamento di tipo organizzativo, ma glielo suggeriscono.”

Come si inserisce CDM in questa panoramica sui sistemi ERP?

“La Business Unit ERP di CDM è nata nel 96, e da quel momento ha proposto e garantito due cose fondamentali: conoscenza delle aziende meccaniche e metalmeccaniche fornendo loro un software dedicato che offre una copertura funzionale globale e un’esperienza in progetti internazionali di successo.

CDM non si limita a vendere un prodotto, andando in un’azienda a installare un sistema e caricare i dati, ma ha il valore aggiunto di essere un’azienda di consulenza.

Si tratta di un ruolo fondamentale durante l’implementazione dei progetti ERP anzi, spesso l’assenza di una società che offra anche consulenza accompagnando l’azienda nel processo di cambiamento, può essere uno dei motivi del fallimento dell’iniziativa.”